Lettera a Nancy Rigdon

Una lettera scritta dal Profeta Joseph Smith che spiega la giustificazione per la poligamia  a Nancy Rigdon, diciannovenne nipote di Sidney Rigdon, datata 11 aprile 1842.  

“La felicità è l’obiettivo e il disegno della nostra esistenza; e che se seguiamo il sentiero che conduce ad essa ci arriveremo. E questo sentiero è la virtù, la rettitudine, la fedeltà, la santità; e l’osservanza di tutti i comandamenti di Dio. Ma noi non possiamo osservare tutti i comandamenti senza prima conoscerli, e non possiamo aspettarli di conoscerli tutti o più di quelli che conosciamo adesso a meno che non osserviamo quelli che abbiamo già ricevuti. E quello che è sbagliato in una circostanza può essere, e spesso è, giusto sotto un’altra circostanza” .

“Dio ha detto, “Tu non ucciderai;” in un altro momento ha detto “Tu distruggerai palesemente.” Questo è il principio su cui è condotto il governo dei cieli —per rivelazione adattata alle circostanze in cui i figli del regno sono posti.

Qualsiasi cosa Dio richieda è giusta, non importa cosa sia, sebbene possiamo non vedere la ragione che molto tempo dopo che gli eventi sono accaduti. Se cerchiamo per prima cosa il regno di Dio, tutte le buone cose saranno aggiunte.

Così con Salomone: per prima cosa chiese la saggezza, e Dio gliela diede, e con essa ogni desiderio del suo cuore, anche cose che potevano essere considerate abominevoli a tutti quelli che capiscono l’ordine del cielo solo in parte, ma che in realtà erano giuste perché Dio le ha date e sanzionate con una rivelazione speciale”.

“Un genitore può frustare un bambino, e anche a ragione, perché ha rubato una mela; mentre se il figlio avesse chiesto la mela, e il genitore gliel’avesse data, il bambino l’avrebbe mangiata con un appetito migliore; non ci sarebbero state frustate; tutto il piacere della mela sarebbe stato assicurato, tutta la miseria del furto sarebbe andata perduta.”

“Questo principio si applica giustamente a tutti i rapporti di Dio con i Suoi figli. Ogni cosa che Dio ci dà è legittima e giusta; ed è giusto che godiamo i Suoi doni e le Sue benedizioni qualora ed ovunque Lui sia disposto a darcele ; ma se noi dovessimo prendere quelle stesse benedizione e quei godimenti senza legge, senza rivelazione, senza comandamento, quelle benedizioni e godimenti diverrebbero  maledizioni e vessazioni alla fine, e noi dovremmo giacere in pena e lamenti di eterno rimpianto.

Ma nell’obbedienza c’è gioia e pace immacolata; e siccome Dio ha designato la nostra felicità —e la felicità di tutte le Sue creature non ha mai—e mai in futuro istituirà un’ordinanza o darà un comandamento al Suo popolo che non sia calcolato nella sua natura a promuovere quella felicità che Egli ha designato, e che non finirà nel grandissimo ammontare di bene e di gloria per quelli che diventano i recipienti della sua legge e ordinanze.

Le benedizioni offerte ma rifiutate non sono più benedizioni, ma diventano come il talento nascosto nella terra dal servo malvagio e infingardo; il bene profferto e rifiutato ritorna al donatore; le benedizioni sono riversate su quelli che le riceveranno; perché a colui che ha sarà dato, ed egli avrà abbondantemente, ma a lui che non ha o non riceverà, sarà tolto quello che ha o potrebbe aver avuto.”

Sii saggio oggi; rimandare è pazzia:
Il giorno dopo può accusare il fatale giorno precedente .
E così sino a quando la saggezza è spinta dal tempo
Nell’ eternità.

“Il nostro Padre Ceste è liberale nel suo modo di vedere, senza limiti nella sua misericordia e nelle sue benedizioni, che siamo pronti a credere o a ricevere; e, allo stesso tempo, è più terribile per gli operatori di iniquità, più spaventevole nelle esecuzioni delle Sue punizioni, e più pronto a scoprire ogni falsa via, di quanto supponiamo che Lui sia. Gli sarà domandato dai Suoi figli.

Lui dice: “Chiedete e riceverete, cercate e troverete ” ma se prendete quello che non è vostro, o che io non vi ho dato  sarete ricompensati secondo le vostre azioni; ma io non ritirerò nessuna cosa buona da quelli che camminano rettamente al mio cospetto, e fanno la mia volontà in tutte le cose—coloro che ascolteranno la mia voce e la voce dei miei servi che ho mandato; perché io mi compiaccio in quelli che cercano diligentemente di conoscere i miei precetti, e di seguire la legge del mio regno; perché tutte le cose saranno rese loro note a tempo debito e alla fine avranno gioia”.

- Official History of the Church, Vol. 5, p.134-136, See also “The Letter of the Prophet, Joseph Smith to Miss Nancy Rigdon,” Joseph Smith Collection, LDS archives.

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