La Guida alle Scritture della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (chiesa Mormone) dichiara che un salvatore è uno che riscatta o salva qualcuno dal male. I mormoni credono che Gesù Cristo, tramite il sacrificio e la morte, salvò l’umanità e ci salvò dalla morte e dall’inferno. Gesù è il nostro salvatore, perché riscatta tutta l’umanità dalla morte fisica e spirituale.
La Resurrezione, o vita immortale con un corpo di carne ed ossa, è un dono dato a tutti come risultato del fatto che Cristo espiò e poi risorse. Tramite la sua resurrezione dai morti, Gesù Cristo salvò tutta l’umanità dalla morte fisica, perché tutti risorgeranno come risorse Lui.
Morte spirituale significa essere tagliati fuori dalla presenza di Dio. Gesù ha salvato anche noi da questo destino, tramite l’espiazione. Soffrì per i nostri peccati affinché possiamo pentirci e tornare a vivere con Dio. Gesù è l’unica persona tramite il quale possiamo essere salvati sia dalla morte fisica che spirituale. Il ruolo di Gesù come nostro salvatore era stabilito prima che il mondo fosse creato.
Nel proclama intitolato “Il Cristo vivente,” La Prima Presidenza della chiesa mormone diede la sua testimonianza della missione del Salvatore:
“rendiamo testimonianza della realtà della Sua vita senza pari e dell’ infinito potere del Suo grande sacrificio espiatorio. Nessuno ha esercitato un’influenza tanto profonda su tutti coloro che sono vissuti e vivranno sulla terra.
Egli fu il grande Geova del Vecchio Testamento, il Messia del Nuovo. Sotto la direzione di Suo Padre, Fu il creatore della terra. ‘Tutte le cose furono fatte da Lui; e senza di Lui niente fu fatto di quello che fu fatto’ (Giov 1:3). Sebbene senza macchia, fu battezzato per adempiere tutta la rettitudine. Egli ‘andava attorno facendo del bene’ (Atti 10:38), tuttavia per ciò era disprezzato.
Il suo vangelo era un messaggio di pace e di benevolenza. Esortava tutti a seguire il Suo esempio.
Camminava per le strade della Palestina, sanando i malati, facendo vedere i ciechi, e risorgere i morti. Insegnava le verità dell’eternità, la realtà della nostra esistenza premortale, lo scopo della nostra vita sulla terra, e il potenziale per i figli e le figlie di Dio nella vita a venire.
Egli istituì il sacramento come un ricordo del suo grande sacrificio espiatorio. Fu arrestato e condannato su accuse false, condannato per soddisfare una plebaglia a morire di croce sul Calvario. Diede la sua vita per espiare per i peccati di tutta l’umanità. Il suo fu un grande dono per il benessere di chi sarebbe vissuto sulla terra.
Testimoniamo solennemente che la sua vita, che è il fulcro di tutta la storia umana, non iniziò a Betlemme e non si concluse sul Calvario. Era il primogenito del Padre, l’Unigenito nella carne, il Redentore del mondo.
Egli sorse dalla tomba per “primizia di quelli che dormono” (1 Corinzi 15:20). Come Signore visitò quelli che aveva amato in vita. Inoltre ministrò fra le sue “altre pecore” (Giov. 10:16) nell’antica America. Nel mondo moderno, Egli e Suo Padre apparvero al ragazzo Joseph Smith, introducendo la “dispensazione della pienezza dei tempi” (Efesini 1:10) da lungo promessa”.
